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lunedì 23 gennaio 2012

Le trivelle non le vogliamo

Pino Sabatelli e Massimo Zedda, sindaco Sel di Cagliari

Il circolo Sel "Ugo e Roberto Carrescia"
Pino Sabatelli con Nichi Vendola

Un grande giorno per tutta la Puglia. Il giorno di una risposta compatta e determinata al folle piano di aggiungere un'altra piaga ambientale, l'ennesima dopo la diossina, l'amianto ed il carbone, ad un territorio che, nonostante tutte le ferite, eccede per bellezza e fascino naturale. A Monopoli sabato 21 gennaio, per dire no alle trivelle vicino alla costa pugliese, erano veramente in tanti. In prima fila per tutta la manifestazione - verrebbe da dire - i due massimi leader politici pugliesi, ossia il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ed il suo rivale del Pdl Rocco Palese. Verrebbe da dire, appunto. In realtà in prima fila c'erano loro, i pugliesi, di qualunque città, età ed estrazione sociale, in un gigantesco orgasmo democratico di cui sarà difficile, per chi è nella stanza dei bottoni, non tenere conto. Una risposta chiara e secca: noi, le trivelle, non le vogliamo.

Non era meno nutrita la rappresentanza fasanese. Il nostro circolo "Ugo e Roberto Carrescia", con la sua presenza colorata e vivace, non abbasserà mai la guardia contro coloro che vedono nel patrimonio ambientale soltanto una miope occasione di denaro sul corto periodo inconsapevoli o, peggio ancora, non interessati alle conseguenze distruttive per l'ambiente di una regione che si sta imponendo in tutta Italia per l'incanto dei suoi luoghi.

C'è un altro nemico contro cui il circolo Sel fasanese non abbasserà mai la guardia. E' il nemico delle decisioni prese dai soliti noti, da chi conta, da chi magari del territorio non sa nulla e lo vede solo come un pingue bottino da saccheggiare. Siamo convinti che occorra invertire la rotta: come in ogni democrazia che si rispetti, ogni cranio è un voto. Ogni cranio, cioè, decide. E nell'aria ci sono tanti segnali che questa voglia di scegliere o, per usare un termine più complicato ma anche più appropriato, di "autodeterminare il proprio futuro" è una conquista cui nessuno vuole rinunciare. Liberiamoci delle trivelle, riprendiamoci il nostro futuro.

mercoledì 14 dicembre 2011

Giuliana Sgrena a Fasano: il suo ritorno in Iraq



Folto ed attento pubblico, domenica 11 dicembre alla libreria "InChiostro" ai Portici delle Teresiane, per ascoltare Giuliana Sgrena. La giornalista de “Il Manifesto” ha presentato il suo libro “Il ritorno - Dentro il nuovo Iraq”, edito da Feltrinelli. Sgrena è stata introdotta ed intervistata da Pino Sabatelli, in rappresentanza del nostro circolo Sel "Ugo e Roberto Carrescia".

Il libro è il racconto del ritorno della giornalista italiana in Iraq a cinque anni dal suo rapimento: dapprima nella regione di confine controllata dai curdi, poi a Baghdad. Per descriverci come la vita, nonostante lo stillicidio di attentati sanguinari, sembri riprendere i ritmi del periodo di Saddam Hussein. Di come la gente torni a mangiare sulle rive del Tigri, le donne riconquistino una visibilità sociale e politica, tanto da abbandonare il velo, e anche la sinistra sociale, seppur con fatica, sembri riconquistare uno spazio che tradizionalmente le appartiene. Ma alla vigilia del disimpegno americano nell’area non tutti i problemi paiono essere risolti. E con grande sensibilità umana e giornalistica Giuliana Sgrena ci ha raccontato di persona perché, attraverso il suo eloquio fluido e vivace che ti avvolge e ti affascina nel passaggio dalla narrazione vivida alle considerazioni personali.

«Consideriamo - la dichiarazione ufficiale del nostro circolo - l'integrazione nel tessuto sociale non solo come una problematica cara agli immigrati e a coloro che sentono maggiormente il problema dell'immigrazione, ma anche come una questione di emergenza che riguarda ogni singolo cittadino. Integrarsi significa sentire proprie le questioni sociali, economiche e politiche che modificano in meglio o in peggio il vivere quotidiano. E in questo senso siamo un po' tutti come immigrati, profughi, lontani dalla realtà e dalle dinamiche che la determinano. Integrarsi significa essere in pace con sé stessi, con la propria comunità e con il proprio territorio».

Un momento di conoscenza e riflessione attraverso la viva voce di una giornalista che non ha mai abdicato al suo mestiere. Che in fondo può essere sintetizzato, senza perdere di significato, in quattro parole: racconta ciò che vedi. E fatti carico di una testimonianza di vita che deve passare di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, in modo da distribuire sulle spalle di tutti la gioia e l'impegno dell'ascolto dell'altro e dell'integrazione.

martedì 13 dicembre 2011

2012: UN ANNO DECISIVO PER CAMBIARE FASANO




2012: UN ANNO DECISIVO PER CAMBIARE FASANO

Veniamo fuori da dieci anni di vuoto politico e disagio sociale. A soffrirne primo fra tutti il lavoro. E poi la sanità locale, i servizi sociali, la gestione del territorio e i beni pubblici.


Ci portiamo sulle spalle il carico di troppi anni di gestione clientelare e privatistica della politica a tutto discapito della collettività, dei beni pubblici, primo fra tutti il territorio, e del godimento degli stessi da parte della cittadinanza. Basti pensare ai parcheggi, alla vergogna delle strisce blu, alla irrisolta questione del piano costa, all'inefficienza degli impianti di depurazione che puntualmente riversano a mare liquami e veleni. E ancora la cattiva viabilità e le condizioni disastrose delle strade, lo stato di abbandono delle frazioni e ancor più delle contrade. La condizioni di contrade come Sant'Elia, usate come discariche a cielo aperto, è sotto gli occhi di tutti.


La lista nera della cattiva politica è troppo lunga tanto da far venire lo sconforto e far perdere le speranza di un reale rinnovamento della nostra città.
Con gli amici e i compagni di Sinistra Ecologia Libertà non lasciamo spazio alla resa. Al contrario, lottiamo per affermare una politica della condivisione delle scelte e dei programmi per il rinnovamento e la rinascita della nostra città. 



Fasano non può attendere, ora tocca a noi!

martedì 11 ottobre 2011

Ce l'ha fatta Nichi, ce la faremo noi





"I sondaggi valgono poco o niente. Ma vedere Sel al 9%, terzo partito dopo Pd e Pdl mi rimanda a tanti ricordi... quando non avevamo nemmeno le scope per pulire in terra, quando non ci credeva nessuno, quando una notte un gruppo di ragazzi creó un sito dal niente dopo che qualche arrogante ce lo aveva oscurato. Abbiamo tanta strada da fare, ma quel 9% è il frutto di un grande leader e del cuore di chi non ha mai mollato..."
Marco Furfaro (Responsabile Movimenti e Politiche Giovanili SEL)




Un quadro lucido, sereno, al di la degli entusiasmi e dei sondaggi, quello di Marco, comapgno e amico, coordinatore nazionale.

Quando nel 2009 il nostro circolo si è costituito eravamo davvero 4 gatti con tanto entusiasmo e speranze, e con in dotazione solo una scopa. Sono passati tre anni, tre anni intensi, bellissmi, ma anche difficili, duri, durissimi. Affrontare il dramma politico della nostra città, del nostro territorio, non è cosa facile e incoraggiante, per lo più è stato sfiancante. Non avendo alcuna rappresentanza in consiglio comunale e avendo trovato scarsa collaborazione da parte di chi al contrario di noi, in consiglio comunale siede comodamente. Siamo cresciuti duramente, ma siamo cresciuti.

In questi giorni di raccolta firme per le candidature alle "primarie" del 20 novembre, ho avuto modo di registrare un sostegno incredibile a Pino Sabatelli, al nostro circolo a tanti compagni e amici.

Lo ha ribadito anche Nichi: il nostro non è solo un percorso di "compagni di viaggio", ma anche immancabilmente di amici, di compagni che si stimano, si conoscono, giocano, sperano, progettano, pensano, lavorano... insieme. Insomma si amano e amano il loro paese, le sue ricchezze: un bene che per essere tale non può che essere al servizio della collettività e non di pochi privilegiati.

In questi giorni di campagna per le primarie, per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra, sosteniamo con gioia e convinzione Pino Sabatelli, le sue speranze, il suo impegno, il nostro futuro.

Invitiamo i nostri amici, compagni di vita e di lavoro, fratelli, sorelle, genitori, a sostenere con entusiasmo e convinzione il nostro percorso. Un percorso che vogliamo condividere con il contributo di tutta la città. E' per rappresentare queste istanze che abbiamo scelto Pino Sabatelli.

Ce l'ha fatta Nichi Vendola, dimostrando la voglia di cambiamento della nostra comunità, ce la possiamo fare noi a mettere in soffitta una politica vecchia e opaca.



Giuseppe Vinci

Fasano cambia colore

Fasano cambia colore