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sabato 17 marzo 2012

Responsabilità ed impegno sul territorio


Il nostro circolo Sel ha diramato un comunicato stampa per rendere nota la decisione di appoggiare la candidatura a sindaco di Stella Carparelli assieme ad altre forze del centro-sinistra:



Il metodo delle primarie rappresenta per noi un momento di innovazione della politica, perché rende concreto l'ideale della partecipazione attiva dei cittadini alla definizione di una piattaforma politica e programmatica di governo in un'inedita fase di incontro-scontro dialettico ed elettorale. Coerentemente con questo principio abbiamo sempre affermato che avremmo sostenuto il candidato vincitore delle primarie, chiunque egli fosse stato. Purtroppo il percorso politico che ci ha visti impegnati sin dalla fine dell’estate scorsa nella loro attuazione si è concluso con un nulla di fatto. 

Prendiamo atto che ad oggi il quadro politico è sostanzialmente cambiato. SEL ha deciso, pertanto, di appoggiare la coalizione di centro-sinistra a sostegno del candidato sindaco Stella Carparelli, in piena adesione ad un principio di responsabilità e concretezza dell'impegno sul territorio che riteniamo di primaria importanza. Nel far questo garantiamo che non rinunceremo a porre le nostre istanze critiche nei confronti di tutte le iniziative dissonanti rispetto alla nostra idea di politica condivisa e partecipata dal basso, con una forte caratterizzazione di sinistra sui temi della trasparenza amministrativa, della legalità, della tutela del territorio come motore propulsivo di un nuovo modello di sviluppo e della strutturale precarietà dei giovani (questione quest'ultima che riteniamo del tutto centrale). 

Puntualizziamo inoltre che riterremmo inaccettabile, qualora si verificasse, l'indecoroso cambio di casacca, ventilato da alcuni organi di stampa, da parte di alcuni esponenti del Pdl che volessero inserirsi in formazioni neocentriste che sono parte integrante della coalizione di centro-sinistra.

Su questi temi, che rappresentano i punti cardine della visione politica di SEL, abbiamo intavolato secondo la nostra consueta metodologia assembleare una discussione con il candidato sindaco Stella Carparelli. Questo incontro, pur se con spirito critico, ha prodotto una prima positiva sintesi. Sinistra Ecologia e Libertà, da questo momento, è impegnata a dare un contributo determinante al miglioramento della vivibilità del nostro paese.

giovedì 1 marzo 2012

Le vetuste alchimie politiche non ci appartengono

  
Più voci autorevoli della coalizione che sostiene Stella Carparelli come candidato sindaco per le prossime amministrative di maggio hanno invitato caldamente il nostro circolo Sel ad aggregarsi all'ampio schieramento in sostegno della candidata del Pd. Pubblichiamo qui di seguito la nostra risposta ufficiale, diffusa a tutti i mezzi di informazione mediante il seguente comunicato stampa:

Gli inviti che il nostro circolo riceve in vista delle prossime elezioni comunali, volti a farci aderire alla coalizione di cui fanno parte PD, UDC, API, Noi Centro, Partito Socialista e Fasano Democratica, meritano, non fosse altro che per l’autorevolezza di chi ce li rivolge, una nostra risposta.
Dopo aver partecipato per lunghi mesi alla stesura di una carta dei valori del centrosinistra e di un regolamento per le primarie, dopo aver concordato con i partner la definizione di una coalizione chiaramente collocata nello schieramento progressista e dopo aver perfino concordato una data per le primarie (20/11/2011), abbiamo assistito ad un improvviso cambiamento di rotta da parte dei nostri interlocutori. L’abbandono del processo democratico delle primarie e lo sfascio della coalizione esistente per crearne una nuova, nettamente spostata verso il centro dello schieramento politico, non può non avere conseguenze sul piano dei rapporti politici. Una coalizione che ha paura di confrontarsi col parere del proprio elettorato e si arrocca nelle vetuste alchimie politiche, basate su accordi verticistici, non può certamente vedere concorde SEL.
Se a questo si aggiunge il fatto che assistiamo ad una migrazione di ceto politico del PDL verso le formazioni centriste, il che sottende anche il riposizionamento di settori di elettorato alieni ai nostri valori, si ha chiaro il quadro di motivazioni che spingono Sinistra Ecologia Libertà a declinare, in maniera cortese ma decisa, gli inviti che ci giungono a entrare a far parte di questa coalizione centrista.
Riguardo agli amici che hanno scelto, nostro malgrado, di staccarsi dal centrosinistra per inseguire un’avventura neocentrista, ci auguriamo di rivederli al più presto schierati nuovamente nel campo che gli sarebbe più congeniale e in cui noi continueremo a batterci, per un cambiamento vero, dopo dieci anni di malgoverno delle destre.
                                               Circolo Sel di Fasano
                                               "Ugo e Roberto Carrescia"



mercoledì 22 febbraio 2012

Lavoro: il bisogno di un pensiero e di un'azione di sinistra

"L'idea che i diritti sociali siano una macchia di fango, un luogo di protezione di atteggiamenti indecenti e malavitosi è un'idea caricaturale, drammaticamente caricaturale. Bisogna avere rispetto per il mondo del lavoro, rispetto per le organizzazioni sindacali e, forse, da parte della Confindustria qualche volta bisognerebbe avere anche qualche aspetto autocritico su cio' che nel sistema di impresa non funziona, su cio' che nel sistema d'impresa parla di penetrazione della malavita e corruzione. Basti vedere l'indagine di oggi nel casertano.
L'articolo 18 si può toccare? Secondo me sì. Lo si può estendere a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, come avevano chiesto alcuni milioni di italiani in un referendum che non raggiunse il quorum".

Nichi Vendola torna, in modo diretto, sulla questione centrale tra le tante "questioni centrali" che coinvolgono il sistema Italia, intaccandone le speranze di uno sviluppo più diffuso ed egualitario prima ancora che più impetuoso. E' la questione del lavoro. Il lavoro che manca, o che - quando c'è - è spesso senza dignità e sottopagato. Il lavoro dei tanti datori che pretendono lavoratori "usa e getta", oggi mi servono domani non più, piuttosto che individui portatori di diritti incancellabili ed ineludibili.

La "questione centrale tra le centrali" è a portata di occhi anche dalla nostra finestra fasanese sul mondo. Si pensava di aver sepolto nell'album dei ricordi certe scene che fanno tanto Ottocento o Novecento, in una città come la nostra dominata per un tempo incalcolabile dalla piaga del caporalato. Si riscopre un panorama di lavoro nero ed umiliazioni nei confronti di chi non ha altra possibilità che quella di accettare. E' storia di questi mesi, tanto per citare una vicenda balzata agli onori delle cronache, la realtà di una florida e nota azienda locale rimasta indietro nel pagamento degli stipendi per un cospicuo numero di mensilità, nonostante l'assenza di difficoltà economiche.

Occorre tornare, in un mondo che prova drammaticamente a nasconderla sotto il tappeto, a gettare sul tavolo la questione del lavoro. Che ad un secolo da Pellizza da Volpedo si presenta declinata in forme moderne, ma invariata nella sostanza. E che deve essere affrontata in modo prioritario. Con un pensiero di sinistra ed un'azione di sinistra. Moderni sì, ma di sinistra.

mercoledì 14 dicembre 2011

Giuliana Sgrena a Fasano: il suo ritorno in Iraq



Folto ed attento pubblico, domenica 11 dicembre alla libreria "InChiostro" ai Portici delle Teresiane, per ascoltare Giuliana Sgrena. La giornalista de “Il Manifesto” ha presentato il suo libro “Il ritorno - Dentro il nuovo Iraq”, edito da Feltrinelli. Sgrena è stata introdotta ed intervistata da Pino Sabatelli, in rappresentanza del nostro circolo Sel "Ugo e Roberto Carrescia".

Il libro è il racconto del ritorno della giornalista italiana in Iraq a cinque anni dal suo rapimento: dapprima nella regione di confine controllata dai curdi, poi a Baghdad. Per descriverci come la vita, nonostante lo stillicidio di attentati sanguinari, sembri riprendere i ritmi del periodo di Saddam Hussein. Di come la gente torni a mangiare sulle rive del Tigri, le donne riconquistino una visibilità sociale e politica, tanto da abbandonare il velo, e anche la sinistra sociale, seppur con fatica, sembri riconquistare uno spazio che tradizionalmente le appartiene. Ma alla vigilia del disimpegno americano nell’area non tutti i problemi paiono essere risolti. E con grande sensibilità umana e giornalistica Giuliana Sgrena ci ha raccontato di persona perché, attraverso il suo eloquio fluido e vivace che ti avvolge e ti affascina nel passaggio dalla narrazione vivida alle considerazioni personali.

«Consideriamo - la dichiarazione ufficiale del nostro circolo - l'integrazione nel tessuto sociale non solo come una problematica cara agli immigrati e a coloro che sentono maggiormente il problema dell'immigrazione, ma anche come una questione di emergenza che riguarda ogni singolo cittadino. Integrarsi significa sentire proprie le questioni sociali, economiche e politiche che modificano in meglio o in peggio il vivere quotidiano. E in questo senso siamo un po' tutti come immigrati, profughi, lontani dalla realtà e dalle dinamiche che la determinano. Integrarsi significa essere in pace con sé stessi, con la propria comunità e con il proprio territorio».

Un momento di conoscenza e riflessione attraverso la viva voce di una giornalista che non ha mai abdicato al suo mestiere. Che in fondo può essere sintetizzato, senza perdere di significato, in quattro parole: racconta ciò che vedi. E fatti carico di una testimonianza di vita che deve passare di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, in modo da distribuire sulle spalle di tutti la gioia e l'impegno dell'ascolto dell'altro e dell'integrazione.

Fasano cambia colore

Fasano cambia colore